Dopo più di due anni ho deciso di riprendere a scrivere. Oggi più di allora sento il bisogno di condividere le mie idee, i miei punti di vista, le mie paure, il mio disappunto. L'Italia è un Paese in decadenza e forse l'unica cosa che ci resta è la possibilità di capire il marcio del nostro sistema politico, del nostro mercato del lavoro, della nostra economia, della nostra società.
Ho intenzione di dare un taglio più netto ai miei articoli, più politici, più schierati, più personali.
Grazie per avermi dedicato anche un minuto della vostra vita, buona lettura!






" Il pil misura qualunque cosa, tranne ciò per cui vale la pena vivere" (Bob Kennedy)

"La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perchè dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico" (Enrico Berlinguer)


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sabato 28 aprile 2007

Lo squallore non ha limiti

Ieri sera, intorno alle 9, alcune reti televisive hanno interrotto le trasmissioni x dare la linea ad una edizione straordinaria del telegiornale, dedicata alla sentenza definitiva del delitto di Cogne. La sentenza la conosciamo tutti e non la enuncerò, perché l’ho rimossa dalla mia memoria. Non volevo saperlo e non lo so più. Il concetto è il seguente: chi se ne frega!
Possibile che il popolo sia così stupido e morboso da interessarsi a queste cose? Possibile che fuori dal tribunale ci fossero file chilometriche a partire dalle 4 del mattino? Possibile che da 5 anni dobbiamo sorbirci i lamenti e i pianti della povera Anna Maria Franzoni? E’ ovvio che sia distrutta, perché ce lo testimoniano? Possibile che in Italia si dibatta da 5 anni circa la soluzione del giallo?
Che poi parlare di Cogne serva ad oscurarare i reali problemi del Paese, già lo scrissi in passato, parlando di disinformazione. Comunque, tutto quello che ho da dire sulla vicenda è: lo squallore non ha limiti…

martedì 17 aprile 2007

Come distrarre l'opininione pubblica

Di troppe cose i media parlano troppo, troppo spesso e troppo spesso a sproposito. Ci fu un periodo in cui qualunque volatile avesse un raffreddore,si trattasse di un cigno piuttosto che di una quaglia, l’opinione pubblica restava tramortita dagli appelli sulla fine del mondo ormai prossima,causa aviaria. Un altro esempio? In Val d’Aosta c’è un paesino di 1500 abitanti(Cogne) del quale non si sarebbe mai parlato se i riflettori dello spettacolo non avessero illuminato una casetta tra i monti stile Heidi. Li un giorno accadde uno dei tanti infanticidi. Vi sembrerò cinico ma nell’evento non trovo nulla di strano, purtroppo tali delitti esistono. Così da anni l’opinione pubblica è attratta morbosamente dagli sviluppi del “grande giallo”:chi sarà l’assassino? Secondo me il maggiordomo!! Il punto è un altro:ma non è che gli editori impongono ai giornalisti di non parlare dei problemi seri del Paese,invitandoli a spostare l’attenzione su altre cose? No…non può essere…,ma come mi viene in mente! La disinformazione non esiste. O forse si…