E' necessario che anche nel nostro Paese si attui in fretta una politica seria per tagliare le emissioni di CO2. Lo dice in una nota il Wwf. Si tratta dell’ ennesimo allarme, lanciato da un’organizzazione ambientalista, circa il danneggiamento del nostro Pianeta. Chi scrive si è sempre, colpevolmente, disinteressato di questioni ecologiste, ritenendo che il problema non fosse poi così grave. Tuttavia mi sbagliavo. L’altro giorno in Groenlandia, a causa dallo scioglimento dei ghiacci, da una penisola è nata, come per incanto, un’isola. Il luogo comune dei luoghi comuni sostiene che non ci siano più le mezze stagioni; sarà pure una banalità ma io quest’anno sono stato al mare nel mese di Marzo: non è così normale…Questo clima sta diventando sempre più irregolare e forse sta incalzando la necessità di un intervento concreto. Ai nostri figli non vorrei lasciare in eredità solo debiti…da appianare salatamene col creditore usuraio del Pianeta Terra.Nel l997 è stato firmato il famoso protocollo di Kyoto. Esso prevede l'obbligo in capo ai Paesi industrializzati di operare una drastica riduzione delle emissioni di elementi inquinanti (biossido di carbonio e altri cinque gas serra, precisamente metano, ossido di azoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoro di zolfo) in una misura non inferiore al 5,2% rispetto alle emissioni rispettivamente registrate nel 1990 (considerato come anno base), nel periodo 2008-2012. E’ entrato in vigore nel 2005 dopo l’adesione della Russia, poiché fu raggiunta la quota di 55 paesi aderenti. Provate a indovinare chi manca? I nostri amici americani, ovviamente. Bill Clinton aveva firmato il trattato che Bush non ha poi ratificato. Va da sè che l’assenza del Paese più industrializzato al mondo penalizzi l’intero progetto.
Forse bisognerebbe iniziare a pensare che il PIL, se pure importantissimo, non è l’unico parametro da valutare nelle delibere di politica interna e internazionale. Spero che i nostri figli non rischieranno la bancarotta per colpa dei debiti da onorare col Globo.