La satira è il termometro del livello culturale di un Paese e può essere definita come un genere letterario, o di altre arti, caratterizzato da un’avversione critica alla vita sociale, con l’intento di evidenziarne gli aspetti paradossali e schernirne le assurdità e contraddizioni etiche. Le sue origini storiche risalgono all’antica Grecia con Aristofane, alla cultura latina con Orazio. Inoltre, affinché assolva le proprie funzioni, deve essere pungente, incisiva, non offensiva ma quantomeno mirata verso un”bersaglio”. Per esempio, quella del Bagaglino non è satira, perché è troppo leggera, non colpisce nessuno, di conseguenza è pura comicità. Quella di Benigni, invece, è satira perché, pur con immensa classe e leggerezza, incide nei temi politici e sociali. Quella di Andrea Rivera, conduttore del concerto del 1 Maggio, che sta scatenando tante polemiche con Vaticano e mondo politico, è solo una cafonata fuori luogo, non per via del contenuto, più o meno condivisibile, ma della forma. Diverso fu il noto caso Berlusconi- Lutazzi, risalente a 5 anni fa e culminato con il cosiddetto Editto di Sofia. Infatti fu uno spunto, sfruttato dalle fazioni politiche, per polarizzare l’opinione pubblica, spaccandola tra chi sosteneva il primo ministro e il resto del mondo. Quindi strumentalizzazione, dal lato destro e anche sinistro. Il Presidente del consiglio fu incivile, la sinistra drammatizzò troppo, facendo di Daniele una bandiera, sventolata insieme a quella dei vari Santoro, Biagi, Guzzanti.
Qualcuno sostiene che coloro che si occupano di satira sconfinino a volte nella militanza politica e, di conseguenza, nell’illegalità per l’assenza di contraddittorio, specie sotto elezioni. A volte è vero, però credo si possa perdonare. Forse, ogni tanto, sarebbe opportuno che tutti abbassassero i toni, magari con qualche sorriso in più.Finché c’è satira c’è speranza…di democrazia.
Dopo più di due anni ho deciso di riprendere a scrivere. Oggi più di allora sento il bisogno di condividere le mie idee, i miei punti di vista, le mie paure, il mio disappunto. L'Italia è un Paese in decadenza e forse l'unica cosa che ci resta è la possibilità di capire il marcio del nostro sistema politico, del nostro mercato del lavoro, della nostra economia, della nostra società.
Ho intenzione di dare un taglio più netto ai miei articoli, più politici, più schierati, più personali.
Grazie per avermi dedicato anche un minuto della vostra vita, buona lettura!
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Grazie per avermi dedicato anche un minuto della vostra vita, buona lettura!
"La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perchè dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico" (Enrico Berlinguer)
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giovedì 3 maggio 2007
lunedì 23 aprile 2007
Un giorno triste per il calcio

Il pallone si è sgonfiato. L’apocalisse è arrivata. Oggi è un giorno triste, tristissimo per il calcio. Per una volta non centra la violenza negli stadi, non centra il doping, non centra la corruzione. Purtroppo non centra,proprio ora che ce ne sarebbe stato bisogno…Lucianone dove sei finito? A forza di fare l’opinionista ti sei imborghesito!! Ma come hai potuto non fare nulla…
Oggi è un giorno triste per il calcio, ma anche per tutti noi. Ci sentivamo meglio fino a ieri. Ogni attimo di difficoltà, di sconforto, di frustrazione passava subito: bastava pensare all’Inter. In ogni circostanza, qualunque cosa ci accadesse, c’era sempre un interista che stava peggio di noi. I corvi della sfiga erano tutti per loro…
Ieri sera, dopo un anno di agonia,alle 17 circa si è spento il gioco del calcio. Condoglianze sincere da parte di tutti gli appassionati. Gli juventini sono vicini a tutti i milanisti e romanisti, uniti in un unico abbraccio di solidarietà, sperando che un domani il pallone torni a rotolare…lontano dai colori nerazzurri.
Oggi è un giorno triste per il calcio, ma anche per tutti noi. Ci sentivamo meglio fino a ieri. Ogni attimo di difficoltà, di sconforto, di frustrazione passava subito: bastava pensare all’Inter. In ogni circostanza, qualunque cosa ci accadesse, c’era sempre un interista che stava peggio di noi. I corvi della sfiga erano tutti per loro…
Ieri sera, dopo un anno di agonia,alle 17 circa si è spento il gioco del calcio. Condoglianze sincere da parte di tutti gli appassionati. Gli juventini sono vicini a tutti i milanisti e romanisti, uniti in un unico abbraccio di solidarietà, sperando che un domani il pallone torni a rotolare…lontano dai colori nerazzurri.
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