Dopo più di due anni ho deciso di riprendere a scrivere. Oggi più di allora sento il bisogno di condividere le mie idee, i miei punti di vista, le mie paure, il mio disappunto. L'Italia è un Paese in decadenza e forse l'unica cosa che ci resta è la possibilità di capire il marcio del nostro sistema politico, del nostro mercato del lavoro, della nostra economia, della nostra società.
Ho intenzione di dare un taglio più netto ai miei articoli, più politici, più schierati, più personali.
Grazie per avermi dedicato anche un minuto della vostra vita, buona lettura!






" Il pil misura qualunque cosa, tranne ciò per cui vale la pena vivere" (Bob Kennedy)

"La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perchè dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico" (Enrico Berlinguer)


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domenica 3 giugno 2007

Voglio Donadoni a casa!

Ieri la nazionale italiana, campione del mondo, ha vinto risicatamente contro le isole Far Oer, squadra dilettantistica. Chi ha segnato a Buffon cioè al miglior portiere del mondo è Rogvi Jacobsen, di professione carpentiere. Per intenderci, anch’io potrei giocare titolare con quella squadra. Qualcuno indicherà nelle scarse motivazioni il motivo della penosa prestazione, ma la sostanza non cambia: Donadoni è inadeguato al ruolo che ricopre. Delle due l’una: o l’Italia fallirà clamorosamente il raggiungimento dei propri obiettivi e il C.T. avrà dimostrato di essere un incapace o vincerà gli Europei e allora avremo la dimostrazione che chiunque potrebbe allenare a certi livelli.
Per chi non fosse esperto di calcio, espongo brevemente il curriculum del personaggio in questione: Lecco (c2), esonerato. Genoa (b), esonerato. Livorno(a), esonerato. Questo “brillante stratega” è il Commissario Tecnico della nazionale campione del mondo. Ma stiamo scherzando? Dopo Marcello Lippi ci meritiamo questo soggetto? Forse non tutti conoscono il motivo della sua nomina. Si tratta della classica “italianata”, ovvero è un raccomandato. E’ un grande amico dell’ex vice-commissario straordinario della FIGC Demetrio Albertini, in carica al tempo dell’assunzione. Inoltre è antipatico, il che non è una novità essendo così anche i suoi predecessori, però almeno loro erano “qualcuno”. Sacchi, Lippi, Bearzot erano allenatori di caratura internazionale, a loro si poteva perdonarlo. E come non citare i grandi giocatori che rifiutano la nazionale, Nesta e Totti in primis. Un po’ di carisma credo che un allenatore debba averlo…con me non si sarebbero permessi! Inoltre c’è una norma che prevede la squalifica per le volontarie rinunce. Donadoni non li convoca per evitare incidenti diplomatici con i club e quindi i due non incorrono in alcuna sanzione…che grande “coglione”!!!
Se in questo gioco esiste ancora un po’ di dignità credo che la prima cosa da fare sarebbe l’esonero di un condottiero incapace, inesperto e senza personalità. Dato che il termine dignità è stato cancellato da tanti dizionari (non solo quello calcistico), ognuno manterrà il suo posto, come sempre in questo nostro assurdo Paese.

venerdì 27 aprile 2007

Italia, l'unico Paese in cui non si ammette...la vittoria

Il 9 Luglio, a Berlino, fu disputata la finale del campionato mondiale di calcio,vinta dall’Italia sulla Francia. All’epoca non avevo ancora un blog, quindi ne parlerò adesso, anche perchè la vittoria di un Mondiale è un evento che trascende la cronaca per collocarsi nella storia sportiva e sociale di un Paese.
La sensazione che mi trasmise il rigore di Grosso, quello decisivo, non la possono capire tutti. Solo chi ha vissuto la semifinale persa contro l’Argentina, a Napoli, in Italia ’90 può comprendermi.Qualcuno se la ricorda? Persa ai rigori in casa, con un clima ostile visto che i soliti “coglioni” napoletani ebbero la brillante idea di tifare per Maradona, quella sera nostro avversario. Solo chi ha vissuto la finale persa ai rigori con il Brasile a USA ’94, l’eliminazione da Francia ’98 ai rigori, la finale persa agli Europei 2000 all’ultimo minuto, l’eliminazione in Corea nel 2002 per mano del famoso arbitro Moreno, l’eliminazione dagli Europei del 2004 a causa della combine Svezia-Danimarca; solo chi, a causa di una sana passione sportiva, ha sofferto in tutte queste situazioni, può capire la liberazione che ha rappresentato il penalty realizzato dal giovane di Villa Raspa.
Voglio dire, inoltre, che la nazionale italiana è realmente la più forte al mondo, per caratura tecnica, gruppo, tradizione, prestigio. Tanti, atteggiandosi a pseudo-intelligentoni, dicono che l’Italia non meritava, che l’Italia, in fondo, ha eliminato solo l’Australia,e poi Materazzi e Zidane…ecc. Tutte farneticazioni!! Ho sentito uno che paragonava la vittoria azzurra a quella della Grecia nel 2004, un esempio del parlare a sproposito!!
La verità è che in Italia c’è troppa gente che, per darsi un tono, va controcorrente e così criticare l’Italia strameritatamente campione del mondo è diventato il nuovo sport nazionale. La coppa alzata da Cannavaro è l’unica verità inconfutabile.