Dopo più di due anni ho deciso di riprendere a scrivere. Oggi più di allora sento il bisogno di condividere le mie idee, i miei punti di vista, le mie paure, il mio disappunto. L'Italia è un Paese in decadenza e forse l'unica cosa che ci resta è la possibilità di capire il marcio del nostro sistema politico, del nostro mercato del lavoro, della nostra economia, della nostra società.
Ho intenzione di dare un taglio più netto ai miei articoli, più politici, più schierati, più personali.
Grazie per avermi dedicato anche un minuto della vostra vita, buona lettura!






" Il pil misura qualunque cosa, tranne ciò per cui vale la pena vivere" (Bob Kennedy)

"La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perchè dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico" (Enrico Berlinguer)


sabato 14 aprile 2007

Il prezzo di una vita salvata


L’inviato di “Repubblica” Daniele Mastrogiacomo è stato rilasciato dai fondamentalisti Talebani circa un mese fa. Una vita umana che sfugge alla scure del boia è sempre una buona notizia.Tutti contenti anche perché nn si tratta di un uomo qualunque bensì di un giornalista affermato e stimato.L’opinione pubblica ne ha parlato per l’intera durata della sua prigionia(alcune settimane),è stata organizzata una fiaccolata,sono stati indetti appelli per il suo rilascio.Tutto bene.Tutti contenti.Ma a che prezzo?Purtroppo il conto è stato salatissimo. E’ stato creato un ulteriore precedente dopo il caso Sgrena,la vicenda delle due Simone,ecc.Il rilascio è stato preceduto da compenso,allora monetario,oggi in prigionieri terroristi liberati.Le differenze?Nessuna…se con il denaro si finanzia la lotta armata,con i Talebani rilasciati la sia alimenta.Cambiando l’ordine degli addendi la somma non cambia.Tante altre vite umane saranno stroncate a seguito di tali trattative.Sbagliò all’epoca il governo Berlusconi,ha sbagliato in questo caso il governo Prodi.La comunità internazionale sa che l’Italia tratta,i terroristi sanno che siamo il “paese dei balocchi”.Una situazione del genere non deve più accadere.Chiunque si recherà in Afghanistan,piuttosto che in Iraq o in Libano(sia pure per nobili cause quali l’informazione o il volontariato)dovrà essere cosciente di operare a titolo personale,di doversi assumere tutti i rischi del caso e mettere in conto un eventuale decesso personale.Il Governo, di qualunque fazione sia,non dovrà mai più intervenire.Il prezzo di una vita salvata non può consistere in tante altre vittime innocenti.

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